sabato 28 ottobre 2006

Ieri sera piu' di una birra in compagnia mi ha fatto bene (beh, anche un extra prima di uscire eh). Si discuteva riguardo una cartina trasparente che a me pareva di plastica, ma qualcuno sosteneva fosse cellulosa, dall'odore. Ora dico, ma siamo sicuri che sapete riconoscere se e' una cartina e' di cellulosa, carta, plastica o cosa dall'odore?? Vabbe' il punto e' che la questione mi ha fatto riaffiorare ricordi adolescenziali di quando nella realta' di piccola provincia dove non e' che esci e sotto casa e hai mille ditributori con accendino e cartine a portata di mano, si doveva girare un cd dei kyuss e le cartine erano inesorabilmente finite. Alessandro ci sorprese girandole con la carta velina delle scarpe eleganti della madre. Di sicuro non ci ha fatto bene. Alessandro venne superato a mani basse in questa sua impresa da un tale di cui mi sfugge il nome che le ha girate con le pagine del vangelo tascabile, che si trova praticamente in tutte le case della mia ridente citadina natia. Anche quello non deve averci fatto bene. ATTENZIONE, non fatelo a casa. Il ragazzo in questione e' morto una decina di anni dopo, di overdose. E' stata una punizione divina. La vendetta dei cieli e' stata servita fredda, molto fredda.

venerdì 27 ottobre 2006

Tom has 123756229 friends.

Veloce riflessione senza pretese sulla scena musicale
L'insieme della gente che suona, a livello amatoriale e non, in Italia e' fondamentalmente permalosa. Per la maggior parte, il fatto che ti sbatti per suonare, organizzare, fare in generale e' sufficiente per essere immune da critiche. Vero e' che conta molto come vengono fatte queste critiche. Un po' meno, secondo me, lo e' da chi vengono fatte. Ad ogni modo il punto sta nelle dimensioni del fenomeno. Questo tipo di realta' e' relativamente piccola, fatta di conoscenze, amicizie piu' o meno strette e piu' o meno dirette. Detto questo, per quanto mi riguarda potete dire che i calamita fanno cagare, che sempre sti' cazzo di calamita sono un improbabile progetto parallelo o che io vi faccio venire da vomitare tanto, lo ripeto, l'unica cosa in cui credo sono le mie palle, la mia parola [cit.] e i MELVINS.

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Questa notte ho sognato che volevano uccidermi. I miei parenti, volevano uccidermi. Ero in una casa e mi nascondevo spostandomi da una stanza all'altra cercando di avvicinarmi all' uscita. Ero in compagnia di una biondina, che nel mio immaginario doveva essere una che conosco, ma effettivamente nel sogno non le somigliava molto.
Alla fine raggiungo l'ingresso, mi guardo intorno libero la porta dal fermo che la chiude dall'interno ed esco. Mi sveglio sollevato.
Fra qualche giorno arriva il tanto atteso CD. L'ho comprato, ovviamente. Chi mi conosce sa cos'e', e' appena uscito. Scattera' ovviamente apposito post con i commenti, a caldo, a tiepido, a freddo. Ci sono solo tre cose in cui credo. Le mie palle, la mia parola e i MELVINS.

P.S. Le mie palle e la mia parola l'ho preso dalla pubblicita' del videogioco di scarface.

mercoledì 25 ottobre 2006

Ieri e' stata un' altra giornata per la serie "a volte ritornano", almeno oggi il buon umore e' tornato quando ho letto un commento che credo abbia fatto vinnie:
"il tipo mi sembra un ciavolone".
Da notare che tale commento e' stato scritto in maiuscolo per esaltare il messaggio.
Salute a voi, cari ragazzi.

martedì 24 ottobre 2006

Il giorno del mio ventisettesimo compleanno e' cominciato con una sbronza in amicizia. C'era "la gente che conta" (beh, a parte chi non c'entrava un cazzo). Bello vedere siukiness che ha capito che eravamo li a festeggiare il mio compleanno 8 minuti prima della mezzanotte. Torno a casa che il mondo non vuole sapere di fermarsi, sono sbronzo. Mi alzo e ci metto un po' a decidere che disco mettere sul piatto. Suplex puo' andar bene. Da oggi ho un anno di tempo per il suicidio, potrei dare un senso alla mia vita, in quanto si direbbe che l'ho fatto a ventisette anni come quello che cantava nei nirvana e nei doors (forse per alcuni e' la stessa persona), e i primi li ascoltavo da adolescente.
Ci penso e poi vi dico eh.

domenica 22 ottobre 2006

Per la vostra gioia, un copia incolla della recensione del concerto al Digit Club. Vorrei indicare l'autore, ma non so chi sia. Chi sa qualcosa lo dica.



18-Oct-2006 11:55 AM - Talibam! + Calamita + Eskimo Trio, 11 ottobre, live a Roma @ Digit, ingr. 5€.

Il digit club assomiglia ad un garage occupato, sotto un condominio, sperduto nei meandri della tiburtina. Non lontano dal traffic, mi si diceva che in genere ci fanno hip-pop, e che è stata una soluzione last-minute. Io mi aspettavo da un momento all'altro qualcuno che venisse a parcheggiare l'auto dentro, oppure in alternativa l'arrivo dei carabinieri, tanto tremava tutto e il 'genere' della serata cospirasse contro. E l'esibizione dei Talibam! è stata tagliata proprio per le minacce del vicinato. Certo, fra tutti e tre i gruppi, di rumore ce n'era a iosa. Più o meno una 50ina di persone nel pubblico, apre l'Eskimo Trio, credo di roma, un completo calderone di fusion e jazzcore quasi funky, troppo accozzaglia e macello per i miei gusti.. praticamente schizofrenici tra un genere e l'altro all'interno della stessa canzone, tirata a duemila; preso a noia uscivo ed entravo dal garage. I Calamita sono un progetto parallelo ai Laser Tag (vedi vecchio live-rep, stesso batterista), e nonostante i microfoni seppelliti da batteria e ampli di basso e chitarra, sono riuscito a godermeli, completamente eplilettici come erano, noise, garage a due e/o tre voci, urlati. Dal vivo non si capiva troppo (mixer inesistente), ma riascoltandoli su myspace riconfermo la scintilla, e sono riuscito a riconoscere Sting uno di quelli e Vuoi Bombare, bei pezzi. Gran batterista. I Talibam!: credo pochi e nessuno dei presenti fossero esattamente preparati o a conoscenza di cosa il terzetto fake jazz caos avrebbe suonato, ma che - tipo me, - sapessero solo della riga ex-Storm 'n Stress del batterista Kevin Shea, e ok. Il sassofonista (sempre a microfono vicino allo zero) si mette una parrucca arancione e un toppino bandiera americana di una certa eleganza luccicoso, e vedo qualcuno fare passo indietro inorridito. Ogni tanto si accascia per terra, mentre i suoi compari scherzano chiamandolo that bitch. Chiacchierano anche con il pubblico, ma ripeto, mic zero, non si capiva molto. Attaccano il primo pezzo, ed è piena bolgia jazz prevalentemente aritmica, questo per + o - 4 pezzi, suite rese preziose da un batterista costantemente tarantolato, mai stanco, devastante eppure coordinato ai movimenti (anche improvvistati immagino) delle tastiere, synth e sassofono baritono. Dei pazzi. Mi sono comprato l'omonimo disco Talibam!, di tre untitled, confezionato in casa, tre stanze aliene dai 10 ai 18 minuti in pura possessione demoniaca metropolitana, quasi come se gli anni 60 di Ray Manzarek fossero stati ancora più anfetaminici e fulminati, tutto elevato a due dita da terra sotto un continuo polverone underground caotico-psichedelico.

Quando in un famoso negozio di dischi in centro a Bologna, ho trovato questo disco a 10.000 lire mi si e' stampato un sorriso da orecchio a orecchio, l'ho preso e sono scappato a casa a guardarlo. Si, guardarlo, nella mia dimora da studente universitario non avevo mica il piatto in quel periodo. Il disco lo conoscevo gia' grazie a una cassettina che mi ha passato un amico. Ero entrato da pochi anni nel fantastico mondo dei gruppi rock, cominciavo a capirci qualcosa sulle differenze, per esempio, che passano tra un distorsore, un boost, un fuzz. Beh, questo e' il disco che ha consacrato il fuzz come distorsore definitivo nella mia vita da suonatore. I Love + Respect erano Steve Larose alla voce, Steve Turner alla chitarra slide, un certo Whiteing al basso e un tale di nome Joe alla batteria. Il disco, Deep + Heartfelt, e' stato registrato a occhi chiusi (c'e' scritto dietro) da Jack Endino, nel 1989.
In quegli anni, sentire un disco cosi' mi ha cambiato molto. Un fantastico basso distorto sotto e sopra una delle mie prime chitarre low-fi che abbia sentito. Non solo low-fi, ma suonata sgangherata, scordata, deragliante. Una voce come quella di Larose, non l'ho piu' sentita. In pratica la voce di un diversamente abile, o semplicemente di un tipo ubriaco. I testi invece sono da deficiente, la linea vocale, sembra andare per cazzi suoi, ubriaca. Sia chiaro che li apprezzo molto.
In Fishy respect, terzo pezzo del lato A:
-- I respect the fish/when i eat fish/ I don't care about you/you know, I love the fish --
Rosanne, il pezzo successivo e' una canzone d'amore.
--If you'll have other man, I will like them/But if you go, go away I will cry--
Il lato si chiuse con "If I only had a Brain" demenza pura.
--Listen to the music/dadidadadidadidadidaaaaah/Oh! If I only had a brain!--
Il lato B si apre con "I hate Smear the queer" e a seguire "summer vacation", poi il capolavoro "cars". Impossibile rimanere fermo, la mia testa comincia a muoversi in senso antiorario, dinoccolata.
Altro pezzo d'amore "Love me hump" e il disco in un attimo va verso la chiusura. "Stupid pretty girl" dice qualcosa tipo --Tell me stupid pretty girl/why are you so tall?--
Il disco si chiude con un pezzo da novanta, una magistrale chitarra slide "Couldn't get high"
--I start drink whisky/I start drink wine/but, i couldn't get high/I try and I try--
Venticinque minuti circa di musica rock n' roll a bassa fedelta', basso e batteria che fanno muovere i culi, una voce da menomato, come non se ne sente piu' in giro. Fatelo vostro in qualche modo.

E' proprio il caso di dire "a volte ritornano". Come le scariche di diarrea. Altre volte invece, come ella sostiene, basta sapere il perche'. Poi un colpo di spugna e via, si ricomincia. Io sono un sostenitore accanito della teoria causa/effetto, azione/reazione. Oggi, anzi ormai ieri, anzi poche ore fa, parlavo con l'amico vinnie di strani effetti che ho subito in quest'ultimo mese. Dormire poco, mangiare poco e altri cazzi che non vi riguardano. MA. Da 4-5 giorni sembrava migliorato qualcosa, non mi spiegavo perche'. Questa sera dopo aver passato una serata tutto sommato "fredda" ma piacevole (vi ricordo che l'uso di questa parola di merda, all' interno di questo blog, non e' mai casuale) serata, vado a letto verso l' una o poco dopo. Spalanco gli occhi, perfettamente sveglio, e' ancora buio. Cerco il cellulare per capire che ora e'. Lo schermo fa male per quanto e' luminoso e segna le 4:41. Merda. Un altro mese cosi' e mi chiudono in un manicomio. Se prima sospettavo semplicemente la causa di cio' che mi accadeva, ora e' una certezza. L' effetto di questa certezza e' quello di far cadere la teoria del "basta sapere il perchè". No, non basta, non da alcun sollievo.

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