giovedì 29 gennaio 2009

Sono a Roma in periferia, ci sono vecchie case con steppaglie intorno, vedo il posteriore di un aereo, fatto in plastica morbida, con una fessura che permette ai passeggeri di entrare. L'hostess fa salire me e mia sorella. L'aereo e' piccolo, vedo il pilota al comando, sono seduto con mia sorella in ultima fila. Vedo che la giuntura con la carlinga non e' chiusa bene, l'aereo sta per decollare e faccio un urlo per attirare l'attenzione AAAAAAO', do un pugno alla plastica che scatta al suo posto, l'aereo continua a rollare sulla non pista, fra le case. Prende velocita', ma non riesce a decollare. Sale un po' scende, ed ogni volta mi manca il fiato. Mia sorella e' spaventata, io no. Anzi, sono stanco quasi mi viene voglia di addormentarmi, sono sicuro che non succedera' niente. Il comandante fa ampi gesti con la cloche. Puntiamo prima un cancello, lo evitiamo, cosi' come pure un albero ed una enorme antenna tipo ripetitore. Guardo verso mia sorella, spaventata. Mi spiace stia vivendo una cosa del genere, io invece ci sono abituato.
Prendiamo quota, tutto si stabilizza con un rumore infernale di fondo.